Dal 8 al 18 agosto il team Labodi era in ferie. Ma invece di un semplice DEM di chiusura, abbiamo deciso di sperimentare. La DEM rimandava ad una landing page in cui si trovava il nostro assistente digitale, LABOD-AI, un chatbot che accoglieva i visitatori del sito, spiegava chi siamo, forniva contatti utili per le urgenze… e dispensava persino qualche consiglio di vacanza.
Un piccolo gioco di leggerezza e ironia, che ha reso la chiusura estiva più vicina e interattiva.
Questo ha trasformato un contenuto “di servizio” in un’occasione di ingaggio, generando curiosità e interazioni proprio nel periodo in cui, di solito, le comunicazioni aziendali si fermano.
Il senso strategico dietro il gioco
Dietro la leggerezza, c’è un tema serio: oggi l’AI è sempre più accessibile e integrabile nei processi di comunicazione e marketing. Non è solo automazione: è un modo per mantenere relazione, rafforzare la brand identity e trasformare momenti di pausa in opportunità di contatto.
In questo caso abbiamo usato le API di OpenAI per creare risposte semplici e coerenti, ma il principio è replicabile su molti fronti: dal customer care all’engagement, dai contest digitali alle campagne DEM.
Per noi, LABOD-AI è stato un esperimento riuscito: ha mostrato come l’AI non sostituisca le persone, ma le affianchi, dando continuità e valore aggiunto alla comunicazione.
Un esempio concreto di come un’idea creativa, supportata dalla tecnologia giusta, può trasformare anche un “out of office” in un momento di relazione.